Anche questo inizio di 2023 non lascia presagire nulla di buono in termini di smog e inquinamento delle nostre città. L’assenza di piogge e l’anticiclone nordafricano hanno reso l’aria irrespirabile nella maggior parte delle nostre metropoli.

I livelli di Pm10, soprattutto nella Pianura Padana e in città come Milano, Torino, Bologna, Venezia, Brescia, Verona, sono arrivati a un livello allarmante. Nella giornata di lunedì 30 gennaio le centraline dell’Arpa hanno registrato concentrazioni di polveri sottili oltre i limiti fissati a 50 microgrammi per metro cubo e la media di Pm10 calcolata a Milano, ad esempio, è stata di 51 µg/m³.

Non sono previste per il momento misure antismog particolari, dato che il primo stop scatta dopo cinque giorni con concentrazioni di polveri sottili. L’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema legato alla sanità. In Europa, è la prima causa di morte correlata alle condizioni ambientali. L’Italia registra il preoccupante dato di 52.000 decessi annui da Pm2.5, pari a 1/5 di quelli rilevati in tutto il continente.

In vista dei nuovi parametri a livello europeo da rispettare entro il 2030, la situazione diventerà progressivamente più critica. Servirebbe un vero e proprio cambio di passo per risolvere la situazione con nuovi criteri di viabilità, soprattutto a livello di potenziamento di quella pubblica.

Per arginare la situazione, soprattutto nelle grandi città, è necessario adottare delle misure alternative in grado di purificare l’aria che respiriamo a casa così come negli altri luoghi affollati. I purificatori d’aria INNOAIR rappresentano la soluzione più adatta per affrontare il problema della presenza di Pm all’interno delle nostre abitazioni.
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