Recentemente su internet è rimbalzato un allarme preoccupante:
Il capoluogo lombardo e la Pianura Padana sono da tempo tra le aree più inquinate in Europa e nel mondo per quanto concerne la qualità dell’aria che respiriamo. I livelli di PM 2.5 sono spesso fuori norma, raggiungendo i livelli di metropoli molto inquinate come Teheran o Pechino.
Le concentrazioni di particelle sottili hanno raggiunto quasi il limite massimo di 50 microgrammi per metro cubo, con una media di Pm10 pari a 47.75 µg/m³. Secondo diversi studi, l’inquinamento rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la mortalità prematura. Si stima che, solo nel 2019, i livelli così elevati di PM 2.5 abbiano causato più di 6 milioni di decessi anticipati.
Un caso particolare è quello di Cremona che recentemente è risultata essere la città più inquinata d’Italia e addirittura la seconda in Europa. Uno studio epidemiologico preliminare del 2016 ha evidenziato un incremento di patologie respiratorie, rispetto ad altre zone meno esposte all’inquinamento, del 13%, di tumori tra il 4% e il 24% e di leucemie del 23%.
La causa è l’alta concentrazione di impianti industriali nel cuore della Pianura Padana.






