Intervista del 01/04/2022 su Radio Lombardia
Abbiamo parlato di purificazione dell’aria, dei contagi Covid che stanno aumentando, delle modalità di sicurezza, soprattutto in vista delel festività di Pasqua, che rappresenteranno un momento di incontro con amici e parenti.
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Non è un pesce d’aprile
A livello nazionale stiamo uscendo dalla pandemia. Il 1° aprile è terminato lo stato di emergenza Covid. Al chiuso non è più necessario il Green Pass rafforzato…. Eppure stiamo vivendo un nuovo aumento di casi positivi e stiamo andando verso una nuova variante, l’Omicron 2. IlSole24Ore il 29 Marzo attesta:
Con il Sars-CoV-2, e in particolare con le varianti Omicron e Omicron 2, dobbiamo abituarci a una rapidità (di contagio e di manifestazione sul territorio) molto diversa dal passato. L’ondata in corso sembra destinata a raggiungere il picco dopo sole 3-4 settimane, come peraltro già accaduto in altri Paesi europei, per poi imboccare una rapida fase di scarico. Da un lato questa è una buona notizia, perché rispetto al passato ci espone a periodi più brevi di crescita del contagio. Dall’altro lato desta preoccupazione perché rende possibile il ripetersi di più ondate ravvicinate.
Se il ciclo intuibile sulla base dei dati attuali trovasse conferma, in Italia dovremmo avere un picco epidemico a breve, già entro settimana prossima, con la riduzione dei casi destinata a protrarsi fino all’estate. Dopo il momento di picco avremo ancora una decina di giorni di maggiore pressione sul sistema ospedaliero. In particolare con un aumento dei ricoveri in area medica. Dovrebbe invece essere contenuto l’impatto sulle terapie intensive, almeno sulla base delle esperienze di altri Paesi (in particolare la Danimarca) che hanno già superato l’ondata di Omicron 2.
Sulla probabilità che questo scenario trovi conferma pesa l’incognita di un allentamento eccessivamente rapido delle misure di mitigazione e contenimento, aspetto evidenziato nei giorni scorsi anche dall’Oms a proposito di molti Paesi europei (tra i quali l’Italia).
L’ultimo report dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)
Attesta che aumentano la trasmissibilità, l’incidenza, ed il tasso di occupazione dei posti letto in area medica, mentre si continua a osservare una diminuzione del numero di persone ricoverate in terapia intensiva.
Si ribadisce la necessità di rispettare le misure comportamentali individuali e collettive raccomandate, ed in particolare distanziamento interpersonale, uso della mascherina, aereazione dei locali, igiene delle mani, riducendo le occasioni di contatto e ponendo particolare attenzione alle situazioni di assembramento.
Eppure oggi termina lo stato di emergenza. Lo aspettavamo tanto, ma adesso …
Non facciamoci trovare impreparati
Il ciclo di infezione delle nuove ondate è sempre più veloce e noi abbiamo necessità di dispositivi idonei che ci aiutano a STARE BENE. Respirare bene e sano significa anche dormire bene e avere più energie per affrontare ogni giornata e ogni attività, anche quelle più abituali.
Per il metabolismo, il sistema immunitario, l’efficienza mentale e l’equilibrio nervoso è importante dormire bene 7-8 ore a notte.
La carenza di sonno è spesso un effetto delle allergie, a causa dell’ostruzione delle vie respiratorie. Dormire male (e purtroppo con gli anni si tende a dormire sempre meno) riduce drasticamente la capacità di concentrazione, di apprendimento, di memorizzazione e di risposta agli stimoli esterni. Provoca sonnolenza, irritabilità e disattenzione e facilita l’aumento di peso perché rallenta il metabolismo. Il sonno, infatti, è tutt’altro che una perdita di tempo: serve al nostro cervello per rielaborare gli stimoli raccolti nel corso della giornata, organizzarli, archiviarli o decidere di buttarli, mentre il corpo accantona le energie, ripara i tessuti, ricostruisce la barriera immunitaria, riequilibra la cute ecc.
E svegliarsi già stanchi o con la gola infiammata o con capacità respiratorie ridotte è davvero controproducente per noi stessi
Quali sono i dispositivi migliori?
Secondo il Presidente della Società italiana di Medicina Ambientale il purificatore rappresenta la tecnologia migliore per ridurre a zero il rischio di contrarre un’infezione in un ambiente chiuso.
Virus, batteri, ma anche muffe, pollini, odori, acari della polvere, Componenti organici volatili (formaldeide, amianto, particolato, acrilati, idrocarburi), polveri in generale sono tutti elementi che respiriamo e che creano infezioni e allergie.
Subito ci vengono in mente gli occhi rossi e gonfi, nostri o di chi ci sta vicino, e il naso che cola in continuazione, apparentemente senza motivo. Ecco: il purificatore serve proprio a bloccare tutte le allergie che ci fanno starnutire. E riesce proprio a purificare così bene l’aria che respiriamo che non avremo più queste sensazioni fastidiose.
Un esempio? A maggio (periodo più intenso di impollinazione) un nostro collaboratore (che soffre di allergie ai pollini) ha installato il nostro purificatore in casa. E per la prima volta non ha sofferto di alcun sintomo. In più il purificatore è così silenzioso che non si rendeva neanche conto del beneficio che stava vivendo. Alla prima uscita per mangiarsi un gelato, il naso ha ricominciato a colare e gli occhi si sono arrossati di nuovo. È lì che si è reso conto di come a casa stava meglio, proprio grazie al purificatore!
Oppure pensiamo al fumo di sigaretta quando qualcuno fuma in casa. Il fumo aggredisce non solo i nostri polmoni ma anche le pareti e i mobili e tende a far ingiallire ogni cosa. Il purificatore cattura tutti i cattivi odori e li trattiene all’interno. I nostri polmoni ricominciano a respirare e anche la nostra casa!
Il purificatore riesce a catturare anche tutti i virus e batteri presenti nell’aria. Incluso il Covid. Trattiene questi virus e batteri all’interno grazie al filtro Hepa e poi li uccide all’istante grazie alla lampada UV presente all’interno.
Come sappiamo che questi sono i dispositivi migliori? Non solo parole…
- Dott.ssa Francesca Puggioni, Unità Operativa di Pneumologia di Humanitas
l’impiego di purificatori d’aria può essere utile per abbassare la concentrazione di particolato all’interno della casa
- Dott. Enrico Ballor, Pneumologo a Torino.
un purificatore d’aria modifica favorevolmente il microclima interno dell’abitazione. ridurre nell’aria inspirata la presenza di materiale dotato di capacità allergenica può ridurre l’attivazione di quei meccanismi infiammatori dell’allergia che scompensano clinicamente il paziente
- Nuovo Ospedale Civile di Strasburgo
Nelle conclusioni gli autori hanno enfatizzato l’evidenza dell’efficacia del purificatore d’aria nel prevenire significativamente gli episodi di asma in persone con allergia al pelo di gatto.
Lo stesso dispositivo attivo ha prevenuto la risposta allergica asmatica ritardata: quattro casi (16.67%), rispetto a undici casi (45.83%) con il dispositivo placebo (test di Prescott p=0.002). Il purificatore d’aria attivo ha ridotto anche la gravità delle alterazioni a carico dei bronchi e il volume espiratorio massimo nel primo secondo
- Rivista Clinical Otolaryngology (Cina)
è emerso un miglioramento dei sintomi nei pazienti che avevano dormito con il purificatore d’aria acceso, perciò per gli studiosi l’uso di questi impianti avrebbe effetti benefici.
- Journal of Asthma (California)
mostrato un miglioramento dei sintomi nasali e delle altre problematiche legate alla rinite allergica. Anche per questi ricercatori i purificatori d’aria apporterebbero interessanti benefici
- L’importanza della decontaminazione dell’aria (Enrico Gherlone , Primario presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano)
Studio in ambiente odontoiatrico: diminuzione della contaminazione dell’85%





