Odontoiatria: in arrivo un nuovo protocollo sicurezza
Ce lo spiega il Prof. Enrico Gherlone (Direttore Dipartimento di Odontoiatria, IRCCS dell’Ospedale San Raffaele).
Il dipartimento di Odontoiatria dell’Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita Salute San Raffaele, che il Prof. Gherlone dirige ormai da 22 anni, è sede del corso di laurea di odontoiatria, di igiene dentale di due scuole di specialità: chirurgia orale e ortodonzia.
Il dipartimento è composto da 3 unità operative:
- la Solvenza classica
- la Dental Clinic che svolge un ruolo e una funzione di odontoiatria sociale e sede del corso di laurea per le attività professionalizzanti degli studenti
- il centro CIOP (Centro generale di Igiene Orale e Prevenzione) dove si fa soprattutto igiene orale
In questo percorso ruotano tantissime persone tra operatori, studenti, personale di ruolo, infermieri e soprattutto i pazienti che sono diverse centinaia al giorno.
Le raccomandazioni di sicurezza durante la pandemia Covid
- per l’operatore: mascherine FFP2, camici monouso, guanti, schermi protettivi facciali, occhiali, cuffiette, copricalzari
- per il paziente: camici monouso, cuffiette, copricalzari
Ultima raccomandazione, ma non per importanza, era di effettuare interventi molto mirati e molto più lunghi e soprattutto rispettando intervalli molto più lunghi tra un paziente e l’altro. Questo per avere il tempo necessario a mettere in pratica tutte le attività per la sanificazione sia degli strumenti che degli ambienti. Prima di questo il triage, anamnesi molto accurata per il paziente, per sapere se era già stato affetto da Covid.
Queste raccomandazioni non coinvolgono soltanto l’operatore e il paziente, ma riguardano il percorso e la sanificazione delle attrezzature.
Troppo spesso ci si dimentica di una cosa altrettanto importante: l’aria.
Cosa si può fare? Quest’aria va purificata nel limite del possibile. Dove si può, sarebbe preferibile tenere il più possibile le finestre aperte per permettere una circolazione dell’aria adeguata. Tuttavia, anche negli ambienti in cui è possibile, è consigliato l’utilizzo di dispositivi che permettono di sanificare l’aria circolante. Soprattutto quella intorno al paziente, perché il maggiore scambio avviene tra operatore e paziente.
L’IRCCS dell’Ospedale San Raffaele ha effettuato anche dei test nel proprio reparto di microbiologia, grazie ai loro virologi, per verificare se questi purificatori rispettavano le promesse del produttore. Hanno effettuato un protocollo di ricerca, che ha dato degli ottimi esiti. Hanno utilizzato i sistemi di purificazione Innoliving, reclutando 80 pazienti: 40 con terapie di igiene orale (più potenzialmente offensiva nei confronti del paziente e dell’operatore dal punto di vista virale) e 40 in chirurgia orale. All’internod i ogni gruppo, è stato individuato un un gruppo effettivo (pazienti visitati con purificatore acceso) e un gruppo controllo (pazienti visitati con il purificatore spento).
E hanno riscontrato degli ottimi risultati: la riduzione tra terapia filtro acceso e spento è stata in media dell’80,5% per particelle di diametro inferiore al Corona virus. Per le prestazioni di igiene orale, dove gli spray sono molto meno contenuti, abbiamo avuto una riduzione del 73,8% dello stesso tipo di particelle.
Dappertutto, per quanto riguarda la carica microbiologica c’è stata una riduzione del 62-67% in entrambi i gruppi di studio. Questo è un lavoro che è stato per pubblicazione sulla rivista prestigiosa OK Salute di Marzo 2022.
In ultimo sono stati rilevati anche i rumori prodotti dai purificatori. È stata attestata una variazione del 3-5dB all’interno dell’ambulatorio. Quindi non rilevante né per l’operatore né per il paziente.
Conclusioni.
Si ritiene che il purificatore d’aria sia un aiuto molto importante, soprattutto all’interno di un dipartimento come quello di odontoiatria dell’IRCCS dell’Ospedale San Raffaele, dove non c’è soltanto l’operatività alla poltrona, ma c’è anche la didattica, i manichini, i microscopi: ci sono tanti percorsi che riguardano ricerca, assistenza e didattica. E quindi questi dispositivi hanno aiutano a ridurre la carica virale e microbiologica. Sempre, anche quando la pandemia sarà finita, questa tipologia di supporto all’attività di medici e operatori rende tranquilli, sereni e di conforto.
E il Prof. Gherlone evidenzia che tutti noi dovremmo essere consapevoli che è un mezzo non solo utile, ma che tutti dovremmo avere nella pratica clinica.








